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Inserito il 11 aprile 2010 alle 18:55:00 da segretario. IT - Sindacato

Un grande tema da affrontare è il lavoro che cambia. Infatti sempre più rapidamente nuove tecnologie fanno aumentare la richiesta di professionalità e contemporaneamente riducono l’area di lavoro meno qualificato. Un paese con sempre meno lavoro deve inevitabilmente prepararsi a grandi conflitti sociali, poiché la lotta per il lavoro assumerà i contorni della lotta per la sopravvivenza. Ma come gestire il cambiamento?
Poiché il lavoro rappresenta l’unica vera garanzia contro ogni forma di esclusione il territorio deve diventare il baricentro di tutte le attività e nel contempo bisogna guardare oltre il confine per prendere posizioni nelle varie situazioni che il villaggio globale propone ogni giorno. Occorre creare le condizioni e le opportunità per l’emersione del lavoro sommerso e per l’innalzamento del tasso di attività, che in Sicilia è il più basso fra le regioni d’Italia. Servono politiche del lavoro che siano fondate su uno strettissimo collegamento fra politiche attive (servizi per l’impiego e formazione), e incentivi all’assunzione. Stabilire pari opportunità tra le persone che sono in cerca di lavoro, realizzando un decentramento istituzionale ed integrando tutte le politiche del lavoro: dalla formazione al collocamento a livello provinciale e regionale. Liberalizzare il collocamento prevedendo apertura a soggetti privati, compresi gli organismi delle parti sociali. Attuare concretamente tutte, le leggi in particolare i provvedimenti finalizzati alla creazione di nuova occupazione e allo sviluppo di un piano di lavoro nelle diverse aree territoriali per garantire una maggiore occupazione. Tutti coloro che non hanno trovato o perdono l’occupazione devono trovare risposte adeguate. Tale risposte si possono avere attraverso la riforma dell’itero sistema di formazione professionale punto fondamentale per il rilancio dello sviluppo economico sociale e politico del territorio. La sfida che abbiamo di fronte è quella di costruire un sistema di formazione professionale in grado di colmare il deficit formativo che caratterizza il nostro sistema. Infatti, occorre sviluppare le condizioni per un sistema realmente aperto, centrato sulla qualità, valorizzando la formazione professionale e il riconoscimento della pari dignità a tutti i soggetti che costituiscono il sistema formativo nel suo complesso. La formazione professionale deve dare una chance in più ai giovani, far acquisire quelle nozioni fondamentali che lo aiutano a prendere consapevolezza di sé ad avere maggior capacità di ragionamento, adattamento alla trasformazione e capacità di creare innovazioni. In quasi tutte le Regioni italiane la formazione è regolamentata da legge che la inserisce in circuiti lavorativi, in un rapporto tra pubblico e privato, passando spesso attraverso la Pubblica Istruzione. In Sicilia, invece, si discute ancora di cosa si debba fare. Nella formazione professionale operano lavoratori che danno il meglio di sé e che hanno una grande responsabilità, in quanto, spesso sono un punto di riferimento di molte persone, che provengono da situazioni di enorme disagio sociale e che vedono nella formazione professionale la possibilità di uscire dalla “ghettizzazione” per avere una professione che potrà migliorare la loro condizione di vita e consentire un miglioramento sociale.
Da parecchi anni si avverte l’esigenza di riformare il sistema della formazione professionale in Sicilia. Decine e decine sono le proposte di legge elaborate e presentate e se ne parla continuamente ma a tutt’oggi di concreto nulla è stato fatto! La formazione professionale insieme alle innovazioni tecnologiche sono le carte che il sud può giocare. Diventa preoccupante l’assalto da parte dei promotori del sistema privato che non mirano alla modernizzazione del sistema formativo ma all’accaparramento di quote redditizie di finanziamenti Europei, Statali e Regionali. Diversi sono i punti che costituiscono un importante riferimento di ordine strategico che rischiano di non trovare, in relazione ai rapporti sociali con le Istituzioni, completa o adeguata soluzione. Il sindacato deve ridurre le distanze tra il vertice regionale e rappresentanti sindacali territoriali coinvolgendo e rendendo partecipi tutti i soggetti, collaborando a pieno titolo, giocando un ruolo attivo di vero partner a diversi livelli nella trattativa Regione, Enti ed Aziende. Noi del sindacato abbiamo il dovere di fare proposte concrete, non abbassare la guardia e far si che la riforma della formazione professionale venga fatta subito. La riforma del sistema formativo è importante come è importante la riforma del sistema scolastico soprattutto in Sicilia, dove il tasso di disoccupazione rispetto al Nord è notevole. Solo la riforma potrà dare risposte concreto al fabbisogno professionale in Sicilia.
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