Parlo come cittadino, non come tecnico o politico. Pago le tasse, uso i servizi, leggo i bandi, aspetto le opere pubbliche. E da questa posizione vedo una cosa semplice: la competenza amministrativa non è un lusso. È la capacità di leggere i dati, fare valutazione tecnica, programmare e spendere. Senza queste quattro gambe, anche il progetto più bello resta fermo.
Oggi molte opportunità arrivano da fondi europei, PNRR, bandi regionali. Per realizzare un progetto finanziato non basta conoscere le norme. Serve saper costruire un quadro economico, rispettare i cronoprogrammi, rendicontare, monitorare, spendere entro le scadenze. Sono competenze spesso diverse da quelle giuridiche. Il giurista dice se una cosa si può fare. Il buon amministratore dice come farla, con quali risorse, in quanto tempo, con quali risultati. Se manca questa seconda parte, il finanziamento si perde. E il cittadino non vede né l’opera né il servizio.
Ma c’è un punto ancora più delicato: la fiducia tra politica e dirigente dell’amministrazione pubblica. Se la politica non si fida del dirigente, tende a decidere da sola. Se il dirigente non si fida della politica, si chiude nella difesa formale. In mezzo, spariscono i dati e le informazioni. Si assumono decisioni senza numeri, senza valutazioni tecniche, senza una vera programmazione. Si decide sull’onda del titolo, del like, dell’emergenza mediatica. E la burocrazia, dal canto suo, può rallentare tutto con atteggiamenti difensivi. Così i tempi della politica mediatica e i tempi della burocrazia non si incontrano: producono decisioni alla cieca.
Da cittadino, non chiedo che la politica diventi tecnica e nemmeno che la burocrazia diventi politica. Chiedo un patto di fiducia e competenza. La politica indichi le priorità e assuma la responsabilità delle scelte. I dirigenti dicano con chiarezza cosa è fattibile, con quali dati e quali costi. Insieme rendicontino al cittadino: obiettivi, tempi, spese, risultati. Dati aperti, tavoli stabili, responsabilità chiare.
Perché se politica e amministrazione non si parlano, a rimetterci non è solo un progetto. È la fiducia nelle istituzioni. E il cittadino paga due volte: con le tasse e con la delusione.