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Non incolpare nessuno di Pablo Neruda

NON INCOLPARE NESSUNO

Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.

✍️Pablo Neruda

Tutto va bene

La società é formata da gente convinta che tutto va bene, che si è tolleranti e moderni e se qualcuno prova a sollevare il problema viene tacciato di persona malata, dalla mente chiusa e retrograda. J. Kiddard sostiene che: “Tutto quello che ti da fastidio, ti insegna la pazienza. Tutto quello che ti abbandona, ti insegna a stare in piedi da solo. Tutto quello che scatena la rabbia, ti insegna a perdonare ed essere compassionevole. Tutto quello che ha potere su di te, ti insegna a recuperare il tuo valore. Tutto ciò che temi, ti insegna ad affrontare la paura. Tutto quello che non puoi controllare, ti insegna a lasciar andare “.

UNA VITA DIVERSA 

A volte preferiamo una vita diversa da quella che viviamo, senza renderci conto che la nostra insoddisfazione non è nelle cose che ci circondano ma è dentro di noi.A volte pensiamo di dover parlare tanto per convincere il nostro uditorio e non ci rendiamo conto che piú di mille parole parla il nostro comportamento, il nostro modo di fare e la nostra condotta.

Chiediamo perdono al Signore ed egli ci renderà liberi come il vento, senza più essere legati al mondo, senza più alcuna dipendenza da cose o persone, liberi come il vento, sospinti e guidati dallo Spirito Santo.

Vigiliamo affinché il sentiero che porta a Cristo non venga cancellato dalle erbe malefiche che il mondo produce! Incoraggiamoci gli uni gli altri e attiviamoci per essere portatori della buona Novella lasciandoci guidare dallo Spirito Santo.

Alcune volte ci chiediamo come mai non otteniamo risposta, in cosa sbagliamo, perché non accade quello che ci aspettiamo? Ci poniamo mille domande e ci assalgono mille dubbi sul comportamento di alcuni nei nostri confronti. Alla fine vediamo l’immagine della fragilità umana, dettata dall’umore tanto suscettibile del vivere il quotidiano in una condizione di solitudine. 

Festa del 1 Maggio

Brevi cenni sulle origini della festa del 1 Maggio
La festa dei lavoratori trae le sue origini durante la Rivoluzione Industriale negli USA. A Chicago nel 1866 venne approvata la prima legge che istituisce l’orario lavorativo da 8 ore e che entrò in vigore l’1 maggio 1867.
Dopo 19 anni (1886 ) la festa , durante la quale si chiedeva di estendere l’orario lavorativo di 8 ore sul tutto il territorio USA, si tramutò in tragedia con morti fra operai e forze dell’ordine.
In Europa al Congresso Internazionale di Parigi del 1889  la data del 1º maggio venne dichiarata ufficialmente come la Festa Internazionale dei Lavoratori, e fu adottata da molti paesi nel mondo.
In Italia, appena si apprese della tragedia di Chicago, iniziò una rivolta a Livorno. Dopo decenni di battaglie operaie e lotte sindacali, si arrivò a dichiarare legali le 8 ore lavorative. La Festa dei lavoratori in Italia si celebrò, per la prima volta, il 1° maggio del 1891.
La Festa dei lavoratori in Italia si celebrò dunque, per la prima volta, il 1° maggio del 1891 per essere poi sospesa dal 1924 e per tutto il ventennio fascista. Questo perché venne sostituita dalla Festa del Lavoro del 21 aprile, giorno del Natale di Roma. La Festa dei lavoratori tornò a essere festeggiata di 1° maggio subito dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale.
In Italia la festa nazionale è tale dal 1° maggio 1947, data segnata anche dalla “strage di Portella della Ginestra”, di Piana degli Albanesi in Provincia di Palermo, ad opera del bandito Salvatore Giuliano che insieme ai suoi uomini sparò sulla folla provocando una carneficina con 11 persone uccise e 27 feriti, dando origine ad uno dei primi grandi segreti della storia repubblicana.
La commemorazione fu poi ripresa anche dal mondo cattolico: il 1ºmaggio 1955, papa Pio XII istituì per tutta la Chiesa cattolica la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.
In Italia, con regio decreto del 30 Dicembre 1923, viene istituita la concessione ai lavoratori/lavoratrici dipendenti che si siano distinti “per particolari meriti di perizia, laborosità e di buona condotta morale” la “Stella al merito” ed il titolo di “Maestro del Lavoro”. E’ auspicabile che in Italia, che si fregia con il 1^ articolo della propria costituzione di essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, le tradizioni non vengano estirpate e/o soppiantate da ideologie atte a rieducare la classe lavoratrice ad un associazionismo di facciata disconoscendo che il 1 Maggio, è festa del lavoro in tutto il mondo perché esprime le aspirazioni più profonde e vive dell’uomo perché lo rende libero, migliore e lo affratella in modo trasversale.
Buon 1° Maggio

Mdl Mario Massimiani

SUSSURRI D’AMORE

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
“Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?”
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.” (Mahatma Gandhi) .

Consapevole

Senza Consapevolezza è difficile riconoscere e dare un nome alla realtà;
Prendere consapevolezza è possibile attraverso un processo continuo di apprendimento. Riuscire a raccogliere dati su come siamo e su come possiamo divenire; ricercarla permette di vivere in modo più appassionato e grato.

SOSTEGNO ALLE ECCELLENZE DELLA GASTRONOMIA E DELL’AGROALIMENTARE



Sta per uscire il provvedimento che definirà termini e modalità di presentazione della domanda, per partecipare al “Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano”.
La dotazione finanziaria sarà pari a 56 milioni di euro, di cui 25 milioni per l’anno 2022 e 31 milioni per l’anno 2023.
La misura incentiva Imprese con Codice Ateco 56.10.11 “ristorazione con somministrazione” (Imprese A) o imprese con Codice Ateco 56.10.30 “Gelaterie e pasticcerie” e 10.71.20 “Produzione di pasticceria fresca” (Imprese B).

il MIPAAF intende promuovere e sostenere le imprese di eccellenza nei settori della ristorazione e della pasticceria, oltre a valorizzare il patrimonio agroalimentare ed enogastronomico italiano.
I partecipanti devono essere in regola con il DURC, gli adempimenti fiscali e regolarmente costituite e attive al Registro Imprese da almeno 10 anni oppure, in alternativa, aver acquistato nei 12 mesi antecedenti il 30/8/2022 prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI, SQNZ (per le sole imprese A) e prodotti biologici per almeno il 25% (per le imprese A) e il 5% (per le imprese B) del totale dei prodotti alimentari acquistati nello stesso periodo.
Il Fondo per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano offre un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili e comunque nel limite di 30.000 € per singola impresa.
Sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda e relative all’acquisto di macchinari professionali e beni strumentali all’attività di impresa.
I beni devono essere nuovi di fabbrica, acquistati a normali condizioni di mercato e da terzi, che non hanno relazioni con l’impresa, ed essere mantenuti nello stato patrimoniale dell’impresa per almeno tre anni dalla data di concessione del contributo.
Non sono ammesse spese per:
– componenti, pezzi di ricambio o parti di macchinari/impianti/ attrezzature che non soddisfano il requisito dell’autonomia funzionale;
– terreni, fabbricati, opere murarie;
– beni usati o rigenerati.