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RESTARE AL PASSO CON I TEMPI

Foto by Giuseppe Milazzo

COSA MI SERVE PER RESTARE AL PASSO CON I TEMPI E PER AVERE UN PROGETTO PROFESSIONALE?

Occorre mettere a fuoco le proprie rapprensentazioni sociali (schema di lettura  della realtà) , aumentando il livello di consapevolezza degli aspetti e delle variabili che entrano in gioco nelle decisioni relative al vostro progetto futuro.

Si tratta di ampliare le conoscenze ma soprattutto di migliorare la capacità di lettura della realtà, potenziando le capacità di analisi e di valutazione critica.

In altri termini tramite l’orientamento lavoreremo sulle rappresentazioni sociali, introducento da un lato nuove informazioni e differnti punti di vista (ad esempio, sul lavoro, sulla prosecuzione degli studi), accrescendo dall’altro lato la consapevolezza dell’influenza che esse possono assumere nei processi di scelta (superamento degli stereotipi).

Quindi si tratta di aiutarvi ad elaborare strategie per affrontare positivamente un nuovo evento o situazioni complesse e per impostare correttamente la soluzione del problema. (Valutare la situazione, trovare modalità concrete per muoversi al suo interno e superare positivamente eventuali ostacoli).

Pensione anticipata

La pensione anticipata
Introdotta dalla riforma Monti-Fornero, si può definire come quella prestazione previdenziale cui è possibile accedere non raggiungendo una certa età, bensì perfezionando un requisito di natura contributiva. Questo significa che diventa appunto possibile andare in pensione prima dei 67 anni richiesti dalla pensione di vecchiaia (da qui, il nome di “anticipata”), a condizione di aver accumulato un certo numero di contributi.

In particolare, dall’1 gennaio 2019, e così anche per il 2021, spetta:

ai lavoratori uomini (dipendenti o autonomi) con almeno 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, a prescindere dall’età anagrafica;

alle lavoratrici donne, con almeno 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, a prescindere dall’età anagrafica.

A differenza di quanto non accada con la pensione di vecchiaia, persiste dunque in questo caso una differenza nei requisiti tra i due sessi.

Attenzione! Così come originariamente previsto dalla riforma Monti-Fornero, anche il requisito contributivo necessario a ottenere la pensiona anticipata avrebbe dovuto essere periodicamente adeguato all’aspettativa di vita. A seguito dalle novità nel sistema pensionistico introdotte dalla Legge di Bilancio per il 2019 e dalle successive disposizioni attuative, gli adeguamenti sono infatti stati sospesi fino al 31 dicembre 2026: ciò significa che, nel corso del 2019, non è entrato in vigore l’adeguamento di 5 mesi originariamente previsto, tanto che i requisiti per la pensione anticipata si sono appunto mantenuti identici – e lo stesso sarà per il 2021 – a quelli già previsti per il 2018.

Un beneficio cui fa da parziale contraltare, almeno per quanto riguarda l’effettiva ricezione dell’assegno pensionistico, la (re)introduzione del cosiddetto meccanismo delle finestre mobili. Se fino allo scorso dicembre la pensione anticipata aveva decorso dal mese successivo al perfezionamento del requisito contributivo richiesto, a partire dal 2019 è stata infatti reintrodotta una finestra trimestrale, il che vuole dire che si viene a creare un gap di 3 mesi tra il momento in cui è possibile inoltrare la domanda per la pensione e quello in cui l’assegno è effettivamente erogato. Nel frattempo, comunque, il lavoratore potrà continuare a esercitare la propria attività e continuare a contribuire fino all’esaurimento della finestra così da accedere direttamente alla pensione una volta cessato il rapporto di lavoro dipendente (requisito quest’ultimo necessario per l’accesso alla pensione stessa).

Anche in questo caso sono poi previste delle “agevolazioni” per categorie particolari di lavoratori: è il caso dei lavoratori precoci, vale a dire quanti possono vantare almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo (compresi quelli riscattati per omissioni contributive) prima del compimento del 19esimo anno di età, per i quali il diritto alla pensione anticipata matura con 41 anni di contributi, nel caso in cui:

siano in stato di disoccupazione involontaria (a seguito di licenziamento) e abbiano concluso da almeno 3 mesi l’eventuale indennità di disoccupazione;

assistano da almeno 6 mesi in qualità di caregiver il coniuge o un parente di primo grado con handicap e in condizioni di gravità (oppure parente o affine di secondo grado convivente se i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità hanno compiuto 70 anni o sono anch’essi affetti da patologie invalidanti);

presentino un’accertata riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%;

abbiano svolto attività usuranti (così come individuate dalla legge) per un periodo di tempo pari ad almeno 6 degli ultimi 7 anni di attività lavorativa, 7 degli ultimi 10, oppure la metà della vita lavorativa complessiva.
Attenzione! Anche addetti ai lavoratori usuranti e al lavoro notturno – da non confondersi però con quanti impegnati in mansioni gravose – possono contare su agevolazioni nell’accesso alla pensione, beneficiando di una particolare normativa. Nel dettaglio, al soddisfacimento di un requisito anagrafico e contributivo minimo, quanti abbiano svolto l’attività riconosciuta come “particolarmente faticosa e pesante”, possono andare in pensione con requisiti più vantaggiosi rispetto a quelli previsti da pensioni anticipata e di vecchiaia: a condizione però che soddisfino una determinata “quota”, stabilita dalla legge e di fatto data dalla somma di età anagrafica e anzianità contributiva. Per le quote di riferimento, si rimanda alla scheda dedicata.

Non è facile invecchiare con garbo


Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei.

Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa.

Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo.
Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli.

Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia.
Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

Cecilia Resio

Facilitare l’ingresso nel Mondo del Lavoro

L’associazione agenziadellavoropuntocom attraverso il Modulo di Politiche attive del lavoro propone di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone inoccupati e disoccupati aiutandoVi a valorizzare e incrementare le loro competenze, cercando di aiutarvi ad  affrontare con consapevolezza e con spirito costruttivo i passaggi critici che potranno incontrare nella costruzione del loro progetto.

AiutandoVi ad afforntare tutti gli aspetti che possono essere:

  • attitudinali (scoprire le proprie risorse)
  • di prospettiva professionali (sbocchi nella vita lavorativa)
  • di prosecuzione degli studi (quadro d’insieme dell’offerta formativa)
  • di inserimento nel mondo del lavoro (come muoversi sul mercato del lavoro)

tenendo conto delle variabili vincoli che incidono sulle Vostre decisioni:

  • personali (attinenti alle caratteristiche individuali)
  • sociali (attinenti al contesto familiare e geografico culturale)
  • strutturali o  situazionali (attinenti al contesto economico locale, alle opportunità formative, alle dinamiche dell’occupazione.

BONUS 200 EURO PRIME INDICAZIONI

È appena entrato in vigore il DECRETO-LEGGE 17 maggio 2022, n. 50.  riguardante misure urgenti in materia di politiche sociali, e nello specifico  le norme relative al “Bonus 200 euro.

In attesa dei ulteriori chiarimenti da parte dell’Inps riguardo le prestazioni da richiedere a domanda, facciamo il punto della situazione.

 

 

  • Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti

 

Ai lavoratori dipendenti di cui a legge 30 dicembre 2021, n. 234 che ha previsto all’articolo 1, comma 121, che: “ In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, per i rapporti di lavoro dipendente, un esonero contributivo …… a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo annuo di 35.000 euro” non titolari dei trattamenti di pensione , è riconosciuta per il tramite dei datori di lavoro nella retribuzione erogata nel mese di luglio 2022, una somma a titolo di indennità una tantum di importo pari a 200 euro. Tale indennità è riconosciuta in via automatica, previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare di prestazioni pensionistiche.

 

  • Indennità una tantum per pensionati
  •  

In favore dei soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro, l’INPS corrisponde d’ufficio con la mensilità di luglio 2022 un’indennità una tantum pari a 200 euro.

Dal computo del reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, sono esclusi: i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. L’indennità una tantum è corrisposta sulla base dei dati disponibili all’Ente erogatore al momento del pagamento ed è soggetta alla successiva verifica del reddito e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito entro l’anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituali.

 

  • Indennità una tantum per lavoratori domestici
  •  

L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro, alla data del 17 maggio 2022, nel mese di luglio 2022 un’indennità una tantum pari a 200 euro. Le domande possono essere presentate presso gli Istituti di Patronato, e sono valutate come pratica a punteggio con codice D08.

 

  • Indennità una tantum per percettori di Disoccupazione 
  •  
  • Per coloro che hanno percepito per il mese di giugno 2022 la NASPI e DIS-COLL è riconosciuta dall’Inps una indennità una tantum pari a 200 euro.
  • Per coloro che nel corso del 2022 percepiscono l’indennità di DISOCCUPAZIONE AGRICOLA di competenza del 2021 è riconosciuta dall’INPS una indennità una tantum pari a 200 euro.

 

  • Indennità una tantum per beneficiari del reddito di cittadinanza
  •  

Ai nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza, è corrisposta d’ufficio nel mese di luglio 2022, unitamente alla rata mensile di competenza, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità non è corrisposta nei nuclei in cui è presente almeno un beneficiario che ha diritto alle precedenti indennità.

 

  • Indennità una tantum per altre categorie 
  •  
  • L’Inps, a domanda, eroga una indennità una tantum pari a 200 euro ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i cui contratti sono attivi alla data del 17 maggio 2022 e iscritti alla Gestione separata.  I soggetti non devono essere titolari di trattamenti pensionistici e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
  •  
  • Ai lavoratori che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità previste dall’articolo 10 commi da 1 a 9 del decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41, (a favore dei soggetti titolari di partita IVA), l’INPS eroga automaticamente un’indennità una tantum pari a 200 euro.
  •  
  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
  •  
  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che, nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
  •  
  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi, un’indennità una tantum pari a 200 euro. Per tali contratti deve risultare per il 2021 l’accredito di almeno un contributo mensile, e i lavoratori devono essere già iscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
  •  
  • L’INPS, a domanda, eroga agli incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 con reddito nell’anno 2021 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva, iscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,n. 335, un’indennità una tantum pari a 200 euro.
  •  

Le prestazioni non sono tra loro compatibili e possono essere corrisposte a ciascun soggetto avente diritto una sola volta.

 

BONUS 2000 Euro politiche sociali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È appena entrato in vigore il DECRETO-LEGGE 17 maggio 2022, n. 50.  riguardante misure urgenti in materia di politiche sociali, e nello specifico  le norme relative al “Bonus 200 euro.

In attesa dei ulteriori chiarimenti da parte dell’Inps riguardo le prestazioni da richiedere a domanda, facciamo il punto della situazione.

 

 

  • Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti

 

Ai lavoratori dipendenti di cui a legge 30 dicembre 2021, n. 234 che ha previsto all’articolo 1, comma 121, che: “ In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, per i rapporti di lavoro dipendente, un esonero contributivo …… a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo annuo di 35.000 euro” non titolari dei trattamenti di pensione , è riconosciuta per il tramite dei datori di lavoro nella retribuzione erogata nel mese di luglio 2022, una somma a titolo di indennità una tantum di importo pari a 200 euro. Tale indennità è riconosciuta in via automatica, previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare di prestazioni pensionistiche.

 

  • Indennità una tantum per pensionati
  •  

In favore dei soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l’anno 2021 a 35.000 euro, l’INPS corrisponde d’ufficio con la mensilità di luglio 2022 un’indennità una tantum pari a 200 euro.

Dal computo del reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali, sono esclusi: i trattamenti di fine rapporto, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. L’indennità una tantum è corrisposta sulla base dei dati disponibili all’Ente erogatore al momento del pagamento ed è soggetta alla successiva verifica del reddito e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito entro l’anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituali.

 

  • Indennità una tantum per lavoratori domestici
  •  

L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro, alla data del 17 maggio 2022, nel mese di luglio 2022 un’indennità una tantum pari a 200 euro. Le domande possono essere presentate presso gli Istituti di Patronato, e sono valutate come pratica a punteggio con codice D08.

 

  • Indennità una tantum per percettori di Disoccupazione 
  •  
  • Per coloro che hanno percepito per il mese di giugno 2022 la NASPI e DIS-COLL è riconosciuta dall’Inps una indennità una tantum pari a 200 euro.
  • Per coloro che nel corso del 2022 percepiscono l’indennità di DISOCCUPAZIONE AGRICOLA di competenza del 2021 è riconosciuta dall’INPS una indennità una tantum pari a 200 euro.

 

  • Indennità una tantum per beneficiari del reddito di cittadinanza
  •  

Ai nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza, è corrisposta d’ufficio nel mese di luglio 2022, unitamente alla rata mensile di competenza, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità non è corrisposta nei nuclei in cui è presente almeno un beneficiario che ha diritto alle precedenti indennità.

 

  • Indennità una tantum per altre categorie 
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  • L’Inps, a domanda, eroga una indennità una tantum pari a 200 euro ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i cui contratti sono attivi alla data del 17 maggio 2022 e iscritti alla Gestione separata.  I soggetti non devono essere titolari di trattamenti pensionistici e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
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  • Ai lavoratori che nel 2021 siano stati beneficiari di una delle indennità previste dall’articolo 10 commi da 1 a 9 del decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41, (a favore dei soggetti titolari di partita IVA), l’INPS eroga automaticamente un’indennità una tantum pari a 200 euro.
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  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che, nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
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  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che, nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati, un’indennità una tantum pari a 200 euro. L’indennità è corrisposta ai soggetti che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l’anno 2021.
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  • L’INPS, a domanda, eroga ai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi, un’indennità una tantum pari a 200 euro. Per tali contratti deve risultare per il 2021 l’accredito di almeno un contributo mensile, e i lavoratori devono essere già iscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
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  • L’INPS, a domanda, eroga agli incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 con reddito nell’anno 2021 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva, iscritti alla data di entrata in vigore del presente decreto alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,n. 335, un’indennità una tantum pari a 200 euro.
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Le prestazioni non sono tra loro compatibili e possono esse- re corrisposte a ciascun soggetto avente diritto una sola volta.

 

RESTO AL SUD 2021: FINANZIAMENTI FINO A 200MILA EURO PER LE IMPRESE

Resto al Sud è un incentivo per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno e nel Centro Italia, che prevede contributi economici fino a 200 mila Euro per nuove imprese.

La Legge di Bilancio 2021 ha ampliato la platea dei destinatari della misura ai soggetti fino a 55 anni di età.

SETTORI AMMISSIBILI
Per richiedere le agevolazioni, le imprese costituite o da costituire devono far riferimento ad uno dei seguenti settori:
produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
servizi al turismo.
Dunque restano escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio.

RESTO AL SUD FINANZIAMENTI PER L’IMPRENDITORIA
Resto al Sud è un incentivo introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, che contiene un piano di interventi finalizzati a favorire la crescita economica nel Mezzogiorno. Tra le misure previste dal DL rientra, appunto, anche il pacchetto denominato Resto al Sud, ovvero una serie di azioni volte a sostenere la nascita e la crescita di imprese nel Sud Italia, e a favorire l’imprenditoria giovanile, mediante l’erogazione di contributi economici, in parte a fondo perduto. La gestione della misura relativa ai finanziamenti Resto al Sud è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa SpA, ovvero Invitalia.

REGIONI DI RIFERIMENTO
L’iniziativa è attiva in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
I finanziamenti Resto al Sud sono fruibili, inoltre, nelle regioni Lazio, Marche e Umbria. Il Decreto Legge 24 ottobre 2019, n. 123 ha esteso, infatti, i territori in cui è fruibile il beneficio, includendo i comuni del c.d. cratere sismico, ossia quelli colpiti dai terremoti del 2016 e 2017.

Con la Legge di Bilancio 2021, le agevolazioni previste dalla misura Resto al Sud per finanziamenti alle imprese sono state estese alle persone fino a 55 anni di età. La misura, inizialmente rivolta ai giovani tra 18 e 35 anni di età, poi estesa agli under 46 e ai liberi professionisti, ora è dunque aperta anche agli under 56, che possono possono beneficiare dei contributi economici disponibili a partire da quest’anno.
Possono richiedere i contributi economici Resto al Sud 2021 i soggetti che:
hanno un’età compresa tra i 18 e i 55 anni;
sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e nelle aree del Centro Italia che rientrano nel c.d. cratere sismico, o sono disposti a trasferirsi entro 60 giorni dall’eventuale accoglimento della richiesta di finanziamento (entro 120 giorni se risiedono all’estero);
non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017;
se liberi professionisti, non risultano titolari di partita IVA, nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni;
non risultano beneficiari, negli ultimi 3 anni, di altre misure nazionali a favore dell’autoimprenditorialità;
hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017.

CONTRIBUTI ECONOMICI
I giovani imprenditori meridionali potranno beneficiare di un finanziamento di importo massimo di 50.000 Euro. Nel caso delle società tale importo massimo sarà concesso a ciascun socio, fino al limite di 200.000 Euro. I contributi economici saranno erogati per il 35% a fondo perduto e per il 65% sotto forma di prestito a tasso zero, da rimborsare entro 8 anni, di cui i primi 2 in pre ammortamento.

COME FARE DOMANDA
I finanziamenti Resto al Sud 2021 possono essere richiesti fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Coloro che desiderano richiedere le agevolazioni per le imprese del Sud possono inviare apposita domanda online, tramite il portale web di Invitalia, previa registrazione.

Generalmente Invitalia valuta i progetti imprenditoriali entro 60 giorni dal ricevimento della domanda. L’iter di valutazione comprende anche un colloquio online con i proponenti.

P er chiedere l’assistenza nella preparazione e nella presentazione del progetto imprenditoriale potete rivolgervi a info@agenziadellavoro.com