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5 COSE CHE CHI CERCA SEMPRE DI ACCONTENTARE GLI ALTRI DOVREBBE RICORDARE 

* Scritto da Marta Albè su greenme 
Se siete tra le persone che cercano sempre di accontentare gli altri anche a discapito dei propri ideali e del proprio benessere, forse dovreste provare a ricercare le motivazioni di questo vostro comportamento.

E’ più che giusto cercare di rendere felici le altre persone, stare vicini agli amici sia nei momenti di gioia che nelle situazioni di difficoltà, ma talvolta si rischia di perdere il controllo e di diventare dei veri e propri adulatori anziché di essere delle persone altruiste in grado di aiutare gli altri nel modo giusto e quando ce ne è davvero bisogno.
In alcuni casi si tratta di un comportamento che nasce durante l’infanzia quando cerchiamo di fare felici i genitori e gli insegnanti per essere considerati bravi ed educati.

Crescendo il problema arriva quando non facciamo altro che dire sempre di sì alle richieste degli altri anche quando vorremmo invece dire di no per i più svariati motivi. Insomma, ci sono persone che potrebbero approfittarsi del vostro buon carattere e iniziare a sfruttarvi a loro piacimento quasi senza che ve ne accorgiate.

Non si tratta di diventare delle persone maleducate o poco socievoli ma di ritrovare un equilibrio tra le esigenze degli altri e le nostre. Chi cerca sempre di accontentare gli altri rischia di perdere i propri spazi e di sentirsi, ad un certo punto, davvero solo ed infelice, soprattutto quando si rende conto di non essere ricambiato o almeno ringraziato per il proprio impegno.

Ecco 5 cose che chi cerca sempre di accontentare gli altri dovrebbe ricordare.

1) Emozioni altrui

Dovreste ricordare che non siete responsabili delle emozioni degli altri. Le emozioni degli altri non dovrebbero dipendere da voi perché in un mondo ideale ognuno dovrebbe essere in grado di trovare la felicità innanzitutto dentro di sé. Bisogna anche ricordare che è impossibile piacere a tutti o rendere sempre tutti felici. Da questo punto di vista è importante imparare ad accettare le critiche costruttive e a lasciar scivolare via le critiche distruttive e i giudizi non richiesti.

2) Manipolazione

Purtroppo se avete la tendenza a dire sempre di sì agli altri rischiate di diventare facilmente manipolabili. Può darsi che alcune persone inizino ad approfittare di voi e che le loro richieste nei vostri confronti diventino incessanti. In questo caso rischiereste di essere vittime di un tormento continuo, tra messaggi e telefonate, e di non avere più nemmeno un secondo di tempo per voi.
3) Questione di scelte

Tenete anche presente che le vostre scelte saranno sempre sbagliate o sfavorevoli per qualcuno perché a livello pratico è impossibile accontentare proprio tutte le persone che ci circondano. Una stessa azione per una persona può essere fantastica mentre qualcun altro potrebbe esprimere un parere negativo. Così è la vita.

4) Energia

Fate attenzione soprattutto a non diventare schiavi delle esigenze degli altri perché il rischio di perdere tutte le vostre energie per chi non meriterebbe il vostro aiuto è sempre dietro l’angolo. Imparate a prendere decisioni che non solo rispettino i sentimenti degli altri ma che salvaguardino voi stessi e le vostre energie fisiche e mentali.
5) Egoismo

Alcune persone dicono sempre di sì agli altri perché non vogliono apparire egoiste, altre invece lo fanno per il desiderio di sentirsi al centro dell’attenzione almeno per qualche momento. Si tratta delle due facce della medaglia dell’egoismo. Fissare dei confini sicuri per i vostri comportamenti vi permetterà di entrare in relazione con gli altri in modo più equilibrato e di mantenere buoni rapporti e amicizie anche senza dire sempre di sì.

Marta Albè 

CLASSIFICAZIONE DELLA INSUFFICIENZA MENTALE E PSICOMETRIA

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Da una attenta lettura di alcuni testi, un’antica definizione nella classificazione della insufficienza mentale distingueva i frenastenici in “idioti” (suddivisi in tre gradi a seconda dell’assenza più o meno completa della parola) e “imbecilli ” (senza capacità di scrittura).
In seguito fu introdotta la debolezza mentale. Sollier considerava gli idioti come malati “addestrabili”; gli imbecilli, invece, erano ritenuti incorreggibili, degenerati e,in base al comportamento, antisociali. Voisin, al contrario, sottolineava il fatto che, mentre l’idiota è un infermo che deve essere completamente assistito poiché non sa provvedere alle sue necessità, l’imbecille, per quanto maldestro, turbolento ed incapace, può essere considerato un elemento attivo della società
I Paesi Scandinavi, la Germania e l’Italia hanno adottato il termine di “oligofrenia” o “cretinismo” per indicare quelle insufficienze dell’intelligenza congenite o precocemente acquisite, che, pur diversificandosi dal punto di vista eziologico e clinico, presentano un quadro psico-patologico più o meno omogeneo.
Bleuler suddivide l’oligofrenia in gradi: il grado massimo è denominato “idiozia”; il grado medio corrisponde all'”imbecillità”; il grado lieve è definito “debolezza mentale”.
Tuttavia, in tale classificazione, le demarcazioni tra i vari livelli non erano nette né oggettive per cui, dai primi del ‘900 ad oggi, la psicometria ha elaborato una misurazione quantitativa dei limiti e dei gradi dell’intelligenza. Inoltre, con il tempo e con l’uso, i termini “imbecille”, “deficiente”, “idiota” ecc., che in precedenza erano riferiti esclusivamente al deficit intellettivo, assunsero una valenza negativa diventando offensivi. Si rese necessaria, pertanto l’adozione di un nuovo tipo di classificazione essenzialmente descrittiva, non implicante alcun concetto né eziologico, né patogenetico, né valutativo, basata sul quoziente intellettivo (Q.I.) definito come rapporto tra età mentale ed età cronologica.

Binet e Simon elaborarono una scala per misurare l’intelligenza e, attraverso un esame consistente nella somministrazione di batterie di tests di livello di sviluppo intellettivo e di efficienza, si stabiliva l’età mentale del soggetto in funzione del superamento delle prove differenziate a seconda dell’età cronologica e sulla base del numero di risposte valide e non.
La normalità o meno del soggetto si stabiliva raffrontando i risultati ottenuti dal soggetto con i livelli medi. Un eccessivo allontanamento da questi indicava un ritardo mentale. Poi si capì che lo spazio intercorrente tra l’età cronologica e l’età mentale ha effetti più gravi a seconda dell’età cronologica. Vale a dire che lo stesso numero di anni di ritardo rispetto all’età cronologica varia di importanza e di significato a seconda dell’età reale del soggetto. Quindi più il paziente è piccolo, più il suo ritardo dal punto di vista diagnostico è grave.

Repertorio delle qualificazioni della Regione Siciliana

La Regione Siciliana con Decreto Assessorile n. 2570 del 26 Maggio 2016 ha adottato il Repertorio delle qualificazioni della Regione Siciliana, che disciplina le qualificazioni regionali in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni di cui al D.lgs. 13/2013 e sue successive modificazioni e integrazioni e alle susseguenti norme secondarie di attuazione, nonché alle disposizioni di cui alla Legge regionale n. 8 del 17 maggio 2016 “Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale, Disposizioni varie”, al comma 3 dell’art. 30 “Repertorio delle qualificazioni della Regione”.

VAI AL REPERTORIO DELLE QUALIFICHE

Giudizi

Guardando chi ci sta attorno siamo portati ad emettere giudizi a volte anche molto severi sul comportamento degli altri senza nemmeno accorgerci dei tanti difetti che tormentano la nostra vita.
Badiamo alla nostra vita piuttosto che giudicare quella degli altri e preghiamo Dio che trasformi in bene il male che è dentro di noi.

Fiducia

Volevano sottrargli il controllo dell’organizzazione. Erano tre dei tanti del branco. Si auguravano che cadesse dal piedistallo per divorare i suoi resti. L’esercito di ipocriti e adulatori si trasformò in un’orda di iene affamate. Nulla di questo lo sorprese. Fin dall’inizio aveva riposto la fiducia soltanto ad alcuni.

“La meschinità degli uomini” ripeteva “è una miccia in cerca di fuoco”.

La leggenda locale raccontava di una città virtuale in cui alcuni emarginati passavano la loro vita senza vedere la luce del sole. Accattoni, malati, fuggiaschi. Tra di loro si era diffuso il culto di un enigmatico personaggio. (C.R. Zafón)

AIUTARE IL PROSSIMO 

AIUTARE IL PROSSIMO 
Nella vita, siamo talmente abituati a limitare i nostri sguardi alle attività quotidiane che i bisogni degli altri non ci intaccano.

Tutti gli esseri umani sono capaci d’opera buone e meritevoli, ma ciò non li giustifica davanti alla mano divina.

Quando incontriamo un uomo con il colore di pelle diverso dal nostro, ricordiamoci che il suo cuore è identico al nostro e l’amore che egli può dare o ricevere non ha nulla di diverso dal nostro.

La coscienza umana è come un campanello d’allarme che suona ogni qualvolta cadiamo in errore, cosicché nessuno è scusabile quando sbaglia. Ma la coscienza come metodo di salvezza, da sola non basta, poiché, pur controllando a fondo le nostre azioni, non saremo mai capaci di non peccare.

Quando incontriamo un emigrato, un disoccupato, un perseguitato, un disprezzato, un sottomesso per amore, riflettiamo ed accogliamolo, poiché attraverso l’amore che proviamo noi stessi non avremo difficoltà ad amare il nostro prossimo, pregi e difetti compresi.

Dovremmo imparare a guardare oltre le apparenze e le circostanze. Dedicare del tempo al nostro prossimo,portando amore e consolazione; è tempo ben speso.

Quello che può sembrare un prolungamento delle nostre attività non ci procurerà altro che benefici. 

Non imprigioniamoci, attiviamoci per essere utili strumenti del prossimo.

Stiamo attenti ad evitare situazioni compromettenti, a frequentare persone che potrebbero essere causa di imbarazzo, a parlare con i poveri e gli emarginati.

Rendiamoci sensibili ai bisogni del prossimo, una parola detta con amore, un sorriso donato con tenerezza e una carezza espressa con affetto sono atti tesi a condividere l’amore verso i nostri fratelli del mondo.

 

Turismo in Sicilia 

La Sicilia potrebbe essere un centro di accoglienza, informazione del popolo degli enoturisti; cioè di coloro che si muovono con grande interesse in tutt’Italia, alimentando un mercato delle vacanze nei piccoli centri tra visite in cantina, visite in vecchi palmenti e degustazioni di prodotti tipici locali.Il turismo enogastronomico può costituire un passaggio molto importante per il nostro territorio, perchè da’ l’avvio ad un progetto di valorizzazione e promozione che interessa tutta la produzione tipica, l’ ambiente, la storia e la cultura locale.

Perchè la Sicilia fino ad oggi non è riuscita a valorizzare e sfruttare le proprie risorse?

Uno dei motivi potrebbe essere individuato nella scarsa pubblicità delle risorse di tale paese; non si promuovono a sufficienza i beni culturali, i prodotti, artigianali locali, ma anche quelli enogastronomici le cui tecniche di presentazione e lavorazione dovrebbero essere un po’ riviste ed aggiornate per rendere tali prodotti conformi alle leggi attuali sulla qualità.

Infatti, in Sicilia, sono tanti i commercianti che producono un’infinita ricchezza di specialità culinarie, che regalano sapori che hanno alle spalle anni di sapienza popolare, ma sono squisitezze note solo nell’ambito del territorio di produzione.

Proviamo a farle conoscere anche all’esterno, richiamando visitatori, e turisti, offrendo loro pacchetti turistici, possibilmente con la collaborazione di tutti i comuni, che prevedano itinerari enogastronomici nelle zone limitrofi, con pernottamento e colazione anche presso le case private, e con l’organizzazione di degustazioni di prodotti tipici.

Ma tutto questo si può realizzare soprattutto con la collaborazione, dell’Agenziadellavoropuntocom, delle Associazioni, Proloco, dei Comuni, dei Commercianti, dei Ristoratori ecc.

Occorre cioè, programmare e sviluppare una adeguata politica dell’accoglienza ed una promozione rivolta verso l’esterno, investendo mezzi e professionalità adeguati.

 

Lo sviluppo della nostra terra deve passare attraverso la riscoperta della produzione locale per portarsi appresso tutto un indotto che può rappresentare il salto di qualità per una reale crescita economica; infatti, pensiamo ad immaginare quante attività sarebbero coinvolte con lo sviluppo, in alcuni comuni a vocazione turistica, del turismo enogastronomico: locande, bar, ristoranti, panifici, generi alimentari, salumerie, macellerie, cantine, enoteche, aziende vitivinicole, associazioni culturali ecc.

In questo contesto è importante che commercianti, produttori, gestori di aziende vengano sensibilizzati all’accoglienza dei turisti proponendo degustazioni con spuntini, piatti tipici, vini locali, guidandoli ed illustrando loro i processi di produzione dei prodotti offerti. Perchè tutto questo?

Perchè oggi il turista enogastronomo è sempre più raffinato, salutistico, cerca il prodotto genuino tradizionale è alla scoperta di sapori e odori delle culture locali è sempre più consapevole della preparazione e manipolazione del cibo; per cui, se si vuole essere competitivi è importante far conoscere i propri metodi di produzione e dimostrare che si è anche molto attenti al rapporto ambiente – prodotto finito.  

Ritornando al discorso dello sviluppo del turismo enogastronomico del territorio possiamo far riferimento alle leggi regionale già in vigore e/o presentati e di cui se ne parla sempre ma non si applicano.

 

Alcune Leggi prevedeno l’istituzione di un sistema integrato di offerta turistica dove le aziende vitivinicole, affiancate dall’insieme delle attività economiche, produttive, culturali e sociali interagiscono, contribuendo alla promozione di un territorio.

L’iniziativa di questo contributo dell’agenziadellavoropuntocom, quindi può rappresentare per la Regione, per le amministrazione comunali, per le attività commerciali, le rivendite di prodotti tipici, le strutture ricettive, l’agenzia di viaggio, le associazioni culturali e le proloco una grande occasione perchè essi diventino i promotori del territorio, perchè essi si aprano ad un coordinamento ad un ampio coinvolgimento mirante a definire veri e propri piani integrati.

Tale coordinamento dovrà prevedere alcuni riferimenti ai cosiddetti “standard di qualità”, ovvero regole che aziende, produttori, cantine, commercianti, strutture ricettive e tutti gli altri soggetti interessati a questa iniziativa , dovranno rispettare nell’offrire i propri servizi al viaggiatore e al turista.

Ad esempio i commercianti dovranno seguire determinati orari per l’apertura delle proprie attività, saper fare accoglienza, saper offrire, in degustazione, i propri prodotti; i ristoratori si dovranno impegnare a proporre i loro menu preparati con metodi tradizionali e a base di prodotti locali, servire i vini della zona e preparare una adeguata carta dei vini locali.

Per cui un coordinamento per la realizzazione di itinerari enogastronomici diventa uno stimolo in più per gli operatori, i produttori e tutti coloro che vi aderiscono per migliorare il proprio lavoro e per contribuire ad innalzare il livello qualitativo di tutto il territorio complessivamente. L’Agenziadellavoropuntocom è pronta per la grande sfida affichè possa dare un futuro alle nuove generazioni.

 

GARANZIA GIOVANI 

Chiarimenti sul Programma Garanzia giovani: Il Programma Garanzia giovani continua fino all’anno 2018 e ci sono 9 opportunità di misure da sfruttare, non’è solo la misura 5 Tirocinio formativo extra-curriculare che il fine è farsi conoscere dalle aziende e darvi l’opportunità di essere assunti con un contratto di lavoro sia a tempo determinato che a tempo indeterminato. Il tirocinio serve per fare conoscere all’azienda le vostre qualità, la vostra preparazione, professionalità, impegno e serietà profusa, che potrà servire ai giovani per essere assunti dall’Azienda che li hanno ospitato e li ospiteranno per espletare il tirocinio. E’ un modo di farsi apprezzare, finalizzato per essere trasformato in assunzione con un contratto di lavoro dei medesimi giovani sfruttando tutte le Leggi e quindi le risorse messe a disposizioni dall’Unione Europea e dal Ministero del lavoro per dare delle opportunità che si concretizzeranno nell’assunzione ,o in altre misure come la misura 3 Accompagnamento al lavoro uscita in questi giorni che darà la possibilità a molti giovani Neet iscritti al Programma di partecipare sottoscrivendo il Contatto di Collocazione, dove gli Enti accreditati entro 4 mesi aiuteranno i giovani a trovare un lavoro con dei contratti a tempo indeterminato che con contratti di Apprendistato di I,II, e III livello a tempo indeterminato, ed anche contratti a tempo determinato superiore che inferiore ai 12 mesi anche a scopo di somministrazione, usufruendo sia delle leggi sull’Apprendistato che in aggiunta le aziende potranno beneficiare anche degli incentivi previsti dal Bonus occupazionale. Inoltre per le assunzioni a tempo indeterminato le aziende potranno usufruire anche degli sgravi contributivi al 40% previsti dalla legge di Stabilità nazionale n.208 del 28 dicembre 2015 valida per tutto l’anno 2016 dal valore di 3.250 l’anno per 2 anni.Inoltre è prevista anche per il 2016 la misura 7 Auto-impiego ed auto-imprenditoralietà per ricevere dei prestiti agevolati ad interesse zero da 5 mila a 35 mila euro, da restituire in 7 anni dove sono stati stanziati altri 45 milioni,che a breve uscirà il Decreto attuativo, per aprire un’attività o un’impresa nell’ottica di far ripartire il lavoro e lo sviluppo dei diversi settori, traducibili in termini di occupazione.Inoltre è previsto l’avvio della misura Servizio civile del Programma garanzia giovani,dove 780 giovani verranno Selezionati e dovranno essere avviati dagli Enti promotori accreditati, dopo il 9 Maggio data di scadenza per presentare presso i CPI e All’Amministrazione Regionale gli Elenchi definitivi dei giovani Neet che saranno impegnati come volontari per 12 mesi, dove sono previsti 10 milioni di euro. C’è da notare che ci sono state delle criticità e ritardi nei pagamenti ,questa è dovuta all’organizzazione che ha lasciato alcune lacune soprattutto per quanto riguarda i pagamenti,ed ai pochi dovuti controlli in essere. I problemi ci sono stati ,ma li accettiamo per migliorare nel seguito di questo Programma che per la prima volta con un Programma serio e vario cerca di affrontare l’allarmante disoccupazione giovanile che esiste in Italia soprattutto al sud di quale ahimè in Sicilia deteniamo il primo posto.