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L’INVIDIA SECONDO TOTO

A volte, ciò che provoca l’invidia non
è il tuo denaro, la tua auto o le cose
che hai, perché può succedere, che
l’invidioso abbia questo o anche
di più. Quello che causa l’invidia,
è la tua essenza, è la tua energia,
è ciò che sai fare bene e loro no,
è il successo con la tua famiglia,
sono i tuoi talenti, la tua aura, le
tue relazioni. Il modo con cui
gestisci i tuoi valori attraverso la
vita, quelle cose che ti fanno risplendere
e che nessuno mai, potrà spegnere.
Questo è ciò che uccide qualsiasi
persona invidiosa, e non immagini
nemmeno cosa darebbe per avere
quella luce, che proviene dal tuo
essere e che mai potrà copiare.

Totò

BUON FERRAGOSTO

Le origini del Ferragosto affondano le radici nell’antica Roma.
L’imperatore Augusto, nel 18 a.C., istituì le “Feriae Augusti”, ovvero le ferie di Augusto, per celebrare la fine dei lavori agricoli e dare un momento di riposo ai cittadini. Da qui deriva il nome Ferragosto.
Inizialmente, era una festa pagana legata ai cicli agricoli e alla mitologia romana.
Con l’avvento del cristianesimo, il 15 agosto venne associato alla festa dell’Assunzione di Maria Vergine, dando alla celebrazione un significato religioso.
Quindi, il Ferragosto è una festa che unisce tradizioni antiche e fede cristiana, diventando uno dei momenti più attesi dell’estate in Italia e in altri paesi.

50 REGOLE D’ORO PER LA VITA

Non stringere mai la mano a qualcuno senza alzarti in piedi.
In una negoziazione, non fare mai la prima offerta.
Se ti confidano un segreto, mantienilo.
Se ti prestano una macchina, restituiscila con il serbatoio pieno.
Fai le cose con passione o non farle affatto.
Quando stringi la mano, fallo con fermezza e guarda quella persona negli occhi.
Vivi l’esperienza di viaggiare da solo.
Non rifiutare mai una pastiglia di menta, i motivi sono ovvi.
Accetta consigli se vuoi invecchiare.
Mangia con la nuova persona a scuola o in ufficio.
Quando scrivi un messaggio mentre sei arrabbiato: finisci, rileggi, cancella e riscrivi il messaggio.
A tavola non si parla di lavoro, politica o religione.
Scrivi i tuoi obiettivi e lavora per raggiungerli.
Difendi il tuo punto di vista, ma sii tollerante e rispettoso verso gli altri.
Chiama e visita i tuoi parenti.
Non rimpiangere nulla, impara da tutto.
L’onore e la lealtà devono essere presenti nella tua personalità.
Non prestare denaro a qualcuno che sai che non ti restituirà.
Credi in qualcosa.
Fai il letto quando ti svegli al mattino.
Canta sotto la doccia.
Prenditi cura di una pianta o di un giardino.
Guarda il cielo ogni volta che ne hai l’occasione.
Scopri le tue abilità e sfruttale.
Ama il tuo lavoro o lascialo.
Chiedi aiuto quando ne hai bisogno.
Insegna un valore a qualcuno, preferibilmente a un bambino.
Apprezza e ringrazia chi ti tende la mano.
Sii gentile con i tuoi vicini.
Rendi la giornata di qualcuno più felice, renderà felice anche te.
Competi con te stesso.
Concediti un regalo almeno una volta all’anno.
Prenditi cura della tua salute.
Saluta sempre con un sorriso.
Pensa velocemente, ma parla lentamente.
Non parlare con la bocca piena.
Lucida le tue scarpe, taglia le unghie e mantieni sempre un aspetto curato.
Non esprimere opinioni su argomenti che non conosci.
Non maltrattare mai nessuno.
Vivi la tua vita come se fosse l’ultimo giorno.
Non perdere mai una meravigliosa opportunità di rimanere in silenzio.
Riconosci l’impegno di qualcuno.
Sii umile, anche se non sempre.
Non dimenticare mai le tue radici.
Viaggia quando puoi.
Concedi il passo.
Balla sotto la pioggia.
Cerca il tuo successo senza arrenderti.
Sii giusto, difendi chi ha bisogno di te.
Impara a goderti i momenti di solitudine.

(dal web)

Il bene e/o il male

Un professore dell’università ha posto ai suoi studenti la seguente domanda:

  • Tutto ciò che esiste è stato creato da Dio?
    Uno studente rispose coraggiosamente:
  • Sì, creato da Dio.
  • Dio ha creato tutto? – ha chiesto un professore.
    “Sì, signore”, rispose lo studente.
    Il professore ha chiesto:
  • Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché esiste. E secondo il principio che le nostre azioni definiscono noi stessi, allora Dio è malvagio.
    Lo studente è rimasto in silenzio dopo aver sentito una risposta del genere. Il professore era molto soddisfatto di se stesso. Si vantava con gli studenti per aver dimostrato ancora una volta che la fede in Dio è un mito.

Un altro studente ha alzato la mano e ha detto:

  • Posso farle una domanda, professore?
    “Certo”, rispose il professore.
    Uno studente si è alzato e ha chiesto:
  • Professore, il freddo è una cosa?
  • Che tipo di domanda? Certo che esiste. Hai mai avuto freddo?
    Gli studenti hanno riso alla domanda del giovane. Il giovane rispose:
  • In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, quello che consideriamo freddo è in realtà l’assenza di calore. Una persona o un oggetto può essere studiato se possiede o trasmette energia.
    Lo zero assoluto (-460 gradi Fahrenheit) è una totale assenza di calore. Tutta la materia diventa inerte e incapace di reagire a questa temperatura. Il freddo non esiste. Abbiamo creato questa parola per descrivere ciò che proviamo in assenza di calore.
    Uno studente ha continuato:
  • Professore, esiste l’oscurità?
  • Certo che esiste.
  • Si sbaglia di nuovo, signore. Anche l’oscurità non esiste. L’oscurità è in realtà l’assenza di luce. Possiamo studiare la luce ma non l’oscurità. Possiamo usare il prisma di Newton per diffondere la luce bianca su più colori ed esplorare le diverse lunghezze d’onda di ogni colore. Non puoi misurare l’oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare nel mondo delle tenebre e illuminarlo. Come si fa a dire quanto è buio un certo spazio? Misuri quanta luce viene presentata. Non è così? Oscurità è un termine che l’uomo usa per descrivere ciò che accade in assenza di luce.

Alla fine, il giovane ha chiesto al professore:

  • Signore, esiste il male?
    Questa volta era incerto, il professore rispose:
  • Certo, come ho detto prima. Lo vediamo tutti i giorni. Crudeltà, numerosi crimini e violenza in tutto il mondo. Questi esempi non sono altro che una manifestazione del male.
    A questo, lo studente rispose:
  • Il male non esiste, signore, o almeno non esiste per se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di Dio. È come l’oscurità e il freddo – una parola creata dall’uomo per descrivere l’assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male non è fede o amore, che esistono come luce e calore. Il male è il risultato dell’assenza di amore Divino nel cuore umano. È quel tipo di freddo che arriva quando non c’è caldo, o quel tipo di buio che arriva quando non c’è luce.

Il nome dello studente era Albert Einstein.

LE PERSONE CHE NASCONO PER IMBROGLIARE


C’era una volta un signore molto gentile di nome Edoardo che decise di andare in campagna e comprò un asino da un vecchio contadino per 5000 euro. Il contadino promise di consegnargli l’animale il giorno successivo.

Ma il giorno dopo, il contadino disse:
—Mi dispiace, Edoardo, ma ho brutte notizie: l’asino è morto.

—Bene —rispose Edoardo—, allora restituitemi i miei soldi.

Il venditore replicò:
—Non posso. Li ho già spesi.

Edoardo disse:
—Va bene, consegnatemi comunque l’asino.

—E per cosa? —chiese il vecchio—. Cosa farai con un asino morto?

—Lo metterò in una lotteria —rispose Edoardo.

—Sei pazzo, come farai a mettere in palio un asino morto?

—Ovviamente non dirò a nessuno che è morto.

Un mese dopo, il contadino incontrò di nuovo Edoardo e gli chiese:
—Cosa è successo con l’asino?

Edoardo rispose:
—L’ho messo in una lotteria, ho venduto 500 biglietti a 20 euro ciascuno e ho guadagnato 10.000 euro.

—E nessuno si è lamentato? —chiese il vecchio.

—Solo il vincitore —rispose Edoardo—, ma gli ho restituito i suoi 20 euro.

Edoardo crebbe e divenne politico. Arrivò a essere sindaco, deputato e poi governatore. E allo stesso modo usò il denaro di tutti, e quel denaro finì nelle sue tasche. Tutti sappiamo come.

Un uomo che nella sua vita non ha mai lavorato come si deve, né ha fatto qualcosa di produttivo, ora è molto ricco… Perché ha trovato molti asini morti nel suo cammino e li ha rifilati a tanta gente ingenua. Ma la cosa migliore di questa storia è che continua a trovare più asini morti. (Vuole essere di nuovo governatore!) Ci sono molti che non hanno vergogna.

Non puoi permettere che continuino a venderti asini morti… Stiamo all’erta. Apri i tuoi occhi e, ancora meglio, la tua mente, il tuo giudizio e il tuo buon senso. Pensa ai tuoi figli e alla tua famiglia.

Potete aiutare a fermare la vendita di asini morti condividendo questa storia.

Autore anonimo

“Un popolo che vota per corrotti, ladri, latitanti… Non è vittima… Ma complice”


Questa parola ha un’origine antichissima e una storia ancora più straordinaria!
Gli antichi greci avevano una parolina curiosa: «idiotes» (da cui deriva appunto la parola idiota). L’idiotes nel mondo greco stava a indicare l’uomo privato, l’uomo che pensa soltanto al suo orticello. Non gli importa nulla di guardare oltre il palmo del proprio naso, teme ciò che non conosce, disprezza ciò che non gli è famigliare.
Ma che c’entra con la stupidità?
Un giorno Socrate fu avvicinato da un  uomo che gli disse: «devo dirti una cosa importante.»
«Un momento», lo interruppe Socrate, «Prima vorrei farti tre domande. Dove lo hai sentito?»
«L’ho sentito in giro. Lo dicono tutti».
«Va bene. Sei certo di ciò che affermi?»
«Ne sono assolutamente certo!»
«Ti faccio un’ultima domanda allora, se ti portassi dalla persona che potrebbe smentire il tuo racconto, saresti disposto ad ascoltare?»
«Perché dovrei farlo!» gli rispose l’uomo sempre più seccato. «Sarebbe una perdita di tempo!»
Socrate allora si rivolse al suo discepolo: «Vedi, quest’uomo vuole riferirmi una cosa che è sulla bocca di tutti, una cosa di cui è assolutamente certo e non è disposto ad ascoltare nessuno che possa metterla in discussione. Ecco, quest’uomo è un idiota!»
Dopo quasi due millenni la situazione è la stessa: l’hanno detto in tv, lo dicono tutti è una delle frasi che capita di sentire  spesso! Assieme a «ne sono certo!»
Pochi pensano, domandano, ipotizzano; tutti invece sanno e affermano.
La nostra è la società delle certezze assolute, una società che ha fatto dell’idiozia un’arte e dell’arroganza uno stile di vita.
Ci sono persone che sono dei muri. Letteralmente. È inutile parlare, argomentare, tentare di spiegare: loro hanno ragione e tu hai sempre torto. Ma sapete una cosa? Quando sto per perdere la pazienza, ripenso alle parole di Socrate: Non sa nulla, pensa di sapere tutto ed è convinto di avere ragione: ecco, quest’uomo è un idiota!

La figura del mentee e del mentoring

Un mentee è un individuo che riceve supporto e guida da un mentore con più esperienza e competenze. La relazione di mentoring si basa sulla fiducia e sul dialogo aperto, con l’obiettivo di aiutare il mentee a:

  • Sviluppare le proprie competenze
  • Raggiungere i propri obiettivi
  • Crescere professionalmente e personalmente
    Il mentee può essere:
  • Un giovane professionista alle prime armi
  • Un dipendente che desidera avanzare di carriera
  • Un imprenditore che vuole far crescere la sua attività
  • Qualsiasi persona che voglia migliorare le proprie capacità e raggiungere il proprio potenziale
    Qualità di un mentee efficace:
  • Impegno: Il mentee deve essere motivato a imparare e a crescere.
  • Atteggiamento aperto: Il mentee deve essere disposto a ricevere feedback e a mettersi in discussione.
  • Proattività: Il mentee deve prendere l’iniziativa e assumersi la responsabilità del proprio apprendimento.
  • Comunicazione efficace: Il mentee deve essere in grado di comunicare chiaramente i propri obiettivi e bisogni al mentore.
    Benefici per il mentee:
  • Sviluppo di competenze e conoscenze
  • Miglioramento delle prestazioni lavorative
  • Aumento della fiducia in sé stessi
  • Sviluppo di una rete di contatti
  • Accesso a nuove opportunità
    Se sei interessato a diventare un mentee, puoi:
  • Cercare un programma di mentoring formale nella tua azienda, università o comunità.
  • Contattare direttamente un potenziale mentore che ammiri e rispetti.
  • Partecipare a eventi di networking dove puoi incontrare potenziali mentori.
    Ricorda: la relazione di mentoring è un viaggio a doppio senso. Entrambi i partecipanti devono essere impegnati e disposti a investire tempo ed energie per farla funzionare.
    Il mentoring è una relazione di sviluppo professionale e personale tra due persone, un mentore con più esperienza e un mentee con meno esperienza. Il mentore fornisce guida, supporto e consigli al mentee, aiutandolo a sviluppare le sue capacità, raggiungere i suoi obiettivi e navigare le sfide del mondo professionale.
    Le funzioni principali del mentore sono:
  • Fornire guida e consigli: Il mentore condivide la sua esperienza e conoscenza con il mentee, aiutandolo a prendere decisioni migliori e a superare le sfide.
  • Offrire supporto emotivo: Il mentore fornisce al mentee un ascolto attento e un supporto emotivo, creando un ambiente sicuro in cui il mentee può sentirsi libero di parlare delle sue preoccupazioni e dei suoi dubbi.
  • Aiutare il mentee a sviluppare le sue capacità: Il mentore aiuta il mentee a identificare i suoi punti di forza e di debolezza e a sviluppare le sue capacità attraverso la formazione, il coaching e il feedback.
  • Favorire la crescita professionale del mentee: Il mentore aiuta il mentee a definire i suoi obiettivi di carriera e a sviluppare un piano per raggiungerli.
  • Ampliare la rete di contatti del mentee: Il mentore può mettere in contatto il mentee con altre persone del suo settore, aiutandolo a costruire una rete di relazioni professionali.
    Il mentoring è vantaggioso sia per il mentore che per il mentee.
    Per il mentore:
  • È un’opportunità per condividere le sue conoscenze e la sua esperienza con gli altri.
  • Può aiutarlo a sviluppare le sue capacità di leadership e di mentoring.
  • Può ottenere soddisfazione personale nel vedere il mentee crescere e avere successo.
    Per il mentee:
  • Può ricevere guida, supporto e consigli da un professionista esperto.
  • Può sviluppare le sue capacità e raggiungere i suoi obiettivi di carriera.
  • Può ampliare la sua rete di contatti e accedere a nuove opportunità.
    Il mentoring è uno strumento prezioso per lo sviluppo professionale e personale. Può essere utilizzato in una varietà di contesti, tra cui le aziende, le organizzazioni no-profit e le istituzioni accademiche.

EDULCORANTI O DOLCIFICANTI

Gli edulcoranti, o dolcificanti, sono sostanze utilizzate per addolcire cibi e bevande. Possono essere naturali o artificiali.


Scopo principale:


– Sostituire lo zucchero: Gli edulcoranti sono spesso utilizzati per ridurre l’apporto calorico di alimenti e bevande, in particolare per persone che seguono una dieta dimagrante o che soffrono di diabete.


– Migliorare il gusto: Vengono utilizzati anche per conferire un sapore dolce a prodotti che altrimenti sarebbero amari o sgradevoli, come farmaci o integratori.


Altri usi:
– Mantenere la freschezza: Alcuni edulcoranti, come il sorbitolo, aiutano a conservare l’umidità e la freschezza dei prodotti alimentari.
– Prevenire la carie: I dolcificanti artificiali, a differenza dello zucchero, non sono metabolizzati dai batteri presenti nel cavo orale, quindi non contribuiscono alla formazione della carie.


Tipi di edulcoranti:
– Naturali: Eritritolo, xilitolo, sorbitolo, stevia, maltitolo.
– Artificiali: Aspartame, sucralosio, saccarina, acesulfame potassico.


È importante sottolineare che gli edulcoranti non sono privi di effetti collaterali. Alcuni possono causare problemi digestivi, come gonfiore e diarrea.

Inoltre, alcuni studi suggeriscono che un consumo eccessivo di edulcoranti artificiali potrebbe avere effetti negativi sulla salute, come alterare la glicemia e la flora intestinale.


È consigliabile consultare un medico o un nutrizionista prima di utilizzare regolarmente edulcoranti, soprattutto se si hanno condizioni mediche particolari.

Quante qualità di birra esistono e qual è la loro composizione?

Esistono centinaia di qualità di birra, ognuna con le sue caratteristiche uniche. La classificazione più comune le divide in tre macro-categorie in base al tipo di lievito utilizzato per la fermentazione:

Ale: fermentate a temperature più elevate con lieviti ad alta fermentazione, che producono birre più fruttate e speziate. Esempi: IPA, Porter, Stout.

Lager: fermentate a basse temperature con lieviti a bassa fermentazione, che producono birre più leggere e rinfrescanti. Esempi: Pilsner, Helles, Bock.

Lambic: fermentate spontaneamente con microrganismi presenti nell’aria, che producono birre acide e complesse. Esempi: Kriek, Gueuze, Lambic.

Oltre al lievito, la composizione della birra varia in base a:

Malto: l’cereale usato, solitamente orzo, ma anche grano, mais o riso.
Luppolo: conferisce amarezza e aroma.
Acqua: il suo profilo minerale influenza il sapore della birra.
Aggiunte: frutta, spezie, erbe o altri ingredienti possono essere utilizzati per conferire sapori e aromi unici.
Esplorare le diverse qualità di birra è un viaggio affascinante che permette di scoprire un mondo di sapori e aromi sempre nuovi.

LINGUAGGIO RISPETTOSO

Costruire un linguaggio rispettoso significa evitare espressioni che discriminino o offendano persone o gruppi di persone in base a diversi fattori, tra cui:

  • Genere
  • Orientamento sessuale
  • Etnia
  • Religione
  • Disabilità
  • Età
  • Condizioni socioeconomiche
    Ecco alcuni principi base per costruire un linguaggio rispettoso:
  • Utilizzare un linguaggio inclusivo: evitare termini generici maschili e preferire termini neutri o femminili quando possibile. Ad esempio, invece di “tutti”, usare “tutti e tutte” o “persone”.
  • Evitare stereotipi e pregiudizi: non fare generalizzazioni su interi gruppi di persone e non utilizzare espressioni offensive o discriminatorie.
  • Riconoscere la diversità: essere consapevoli delle diverse culture e identità e utilizzare un linguaggio che le rispetti tutte.
  • Ascoltare e imparare: essere aperti al feedback e disposti a imparare dai propri errori.

    Esempio di linguaggio rispettoso:
  • “Buongiorno a tutti e a tutte.”
  • “Il team è composto da persone con diverse competenze e abilità.”
  • “Ogni persona ha diritto al rispetto, indipendentemente dalla sua identità.”
    Esempio di linguaggio non rispettoso:
  • “Tutti i dottori sono uomini.”
  • “I disabili non sono in grado di lavorare.”
  • “Le donne sono più emotive degli uomini.”
    È importante ricordare che il linguaggio è in continua evoluzione e che è necessario essere sempre aggiornati sulle nuove sensibilità e sui nuovi termini. L’impegno per un linguaggio rispettoso è un processo continuo che richiede attenzione e consapevolezza.